Sarde alla beccafico

Le sarde alla beccafico sono una tra le ricette più ricercate ed apprezzate della tradizione siciliana.
In effetti questa ricetta è una rielaborazione ed un adattamento di un piatto nobile, nel senso che un tempo solo i nobili potevano permettersi di consumare il piatto preparato secondo la ricetta originale.
Modificata a dovere dai domestici, è giunta ai giorni nostri con una sola variazione.
I beccafichi, in realtà, sono dei passeracei che si alimentano beccando i fichi dolcissimi appena maturi.
Un tempo i nobili, e solo loro, erano soliti andare a caccia di questi uccelli che poi gustavano nelle loro mense conviviali insieme agli ospiti.
Gli uccelli venivano cotti con un ripieno e impiattati in maniera tale che il becco e le piume della coda restassero ben alti e sporgenti così da permettere ai commensali di poterli prendere con le mani e gustarne sia le carni che il condimento.
Ma si sa che nelle cucine dei nobili lavorano persone di minor grado nella scala sociale e che, indipendentemente dalla loro posizione di sudditanza, essi stessi hanno famiglia e consumano per se stessi e per i loro familiari.
L’unico problema era che non potevano andare a caccia nelle terre dei loro padroni e giocoforza dovevano adattare gli ingredienti con quanto avevano come disponibilità.
A Palermo, da cui successivamente si andò diffondendo per tutta l’isola per poi divenire piatto di eccellenza della tradizione sicula, le massaie sostituirono gli uccelletti con le più economiche ed abbondanti sarde di passa che i loro mariti pescatori portavano ogni giorno al mercato ittico, dopo aver trattenuto per se stessi la quota spettante.
Le sarde a beccafico sono, appunto, una modificazione del piatto nobile.
L’origine del nome sta nel fatto che le sarde, una volta disposte sul piatto, assumevano le sembianze dei beccafichi ripieni.

Ingredienti per 6 persone

1 Kg di sarde fresche
2 bicchieri di aceto di vino bianco
Olio evo
2 limoni da affettare a fettine sottilissime
10 cucchiai di mollica di pane raffermo grattato
100 gr di cacio cavallo stagionato grattato
100 gr di uva passa (o uva sultanina)
100 gr di pinoli
1 cucchiaio di zucchero
Sale e pepe q.b.
Foglie di alloro
Un ciuffo di prezzemolo
Il succo di un limone

Preparazione

Pulire le sarde, diliscarle e privarle della testa. Sciacquarle, asciugarle e aprirle a libro. Metterle a macerare per circa 3 ore in due bicchieri di aceto di vino bianco.
Preparare la “muddica atturrata” (pangrattato abbrustolito) mettendo in una padella il pangrattato e farlo dorare facendo attenzione a non bruciarlo.
Quando sarà ben colorato levare la padella dal fuoco, unirvi un filo d’olio e amalgamare bene, aggiungendo il cacio cavallo stagionato grattato.
In una scodella unire la “muddica atturrata” con l’uva passa e i pinoli, lo zucchero, il sale, il pepe ed il prezzemolo tritato finemente.
Amalgamare bene questi ingredienti, quindi adagiare su ogni sarda una po’ di ripieno appena ottenuto.
Arrotolare le sarde farcite, in modo da ottenere degli involtini che andrete a disporre in una teglia ben oliata, allineandoli l’uno accanto all’altro ed alternandoli con foglie di alloro e fette di limone tagliate sottilissime.

Sarde
Bagnare con un filo d’olio evo e un poco di succo di limone, infine spolverare con pangrattato.
In forno caldo a 160 °C per circa venti minuti.

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