Capunata di millinciani

Una delle più gustose e semplici ricette della tradizione siciliana, lascito prezioso della dominazione saracena in Sicilia.
Approfittando dell’abbondanza di melenzane in questo periodo dell’anno vi propongo una tra le più antiche e seguite ricette siciliane che, a buon titolo, è riuscita a conquistare un posto d’onore nelle tavole di tutto il mondo.

Ingredienti per 6 persone

5 melanzane violette di Sicilia
Olio per frittura (leggero, meglio se di semi di girasole)
1 grosso sedano
una cipolla bianca di Zafferana Etnea
300 grammi olive verdi schiacciate
3 cucchiai di capperi di Lampedusa o di Salina sotto sale
1.5 litri salsa di pomodoro fresco
Sale e pepe nero q. b.
1 bicchiere di aceto di vino bianco
2 cucchiai di zucchero grezzo

Preparazione

Dopo aver sciacquato le melanzane, togliere il picciolo assieme alla punta, tagliare soltanto una striscia di buccia praticando un taglio verticale che va da punta a punta.
A questo punto tagliare le melanzane a cubetti piuttosto grossi che non dovrete immergere in acqua e sale per lasciare intatto il gusto amarognolo.
Friggere i cubetti in abbondante olio di semi di girasole bollente e metterli a sgocciolare su carta assorbente o, in assenza, in un colapasta in acciaio.
Pulire il sedano eliminando tutte le foglie verdi, tagliarlo a pezzi e scottarlo in acqua salata.
Affettare la cipolla di Zafferana e passarla sotto l’acqua corrente per dividere gli anelli
In una padella (l’ideale sarebbe una larga padella in acciaio o in ceramica smaltata) mettere a soffriggere la cipolla affettata ad anelli.
Non appena gli anelli saranno imbionditi, aggiungere il sedano scottato, le olive snocciolate e tagliate a pezzi, i capperi dissalati e la salsa di pomodoro fresco.
Aggiustare di sale e di pepe e lasciare cuocere a tegame aperto per almeno 15 minuti.
A cottura quasi ultimata unire alla salsa le melanzane fritte e lasciare insaporire per qualche minuto. Nel frattempo sciogliere nell’aceto lo zucchero quindi versarlo nella salsa con le melanzane.
Fare sfumare bene l’aceto e terminare la cottura versando la caponata in un recipiente in terracotta o in pirex, resistente al calore, lasciandolo raffreddare a temperatura ambiente.
La caponata si apprezza meglio se consumata fredda e può essere utilizzata sia come contorno per piatti a base di pesce da taglio (merluzzo, pagaro, spada, gronco) sia anche come piatto unico nelle calde serate estive, servita sopra alcune fette di pane abbrustolito leggermente ed un filo di olio evo.

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