La Norma, sinfonia in cucina

La Norma, ovvero la regina dei piatti siciliani.

Le origini storiche si perdono nelle fantasie popolari e nel campanilismo locale ma sono tutti concordi nell’attribuire il luogo di nascita, Catania e il periodo di fine 1800.
Alcuni affermano che fu proprio Nino Martoglio, il noto attore e regista siciliano, a definire entusiasticamente il piatto dopo averlo assaggiato al termine di una lunga serata di rappresentazione al teatro Bellini di Catania.
Altri citano altri nomi meno altisonanti ma la leggenda ha in comune il come questo piatto fu inventato.
Pare che una sera di agosto, al termine di un concerto al Teatro Bellini di Catania, i cantanti del coro lasciati indietro dai protagonisti, si recarono presso una trattoria nelle immediate vicinanze del teatro, per sfamarsi.
L’oste, data l’ora tarda, aveva ormai terminato molti ingredienti e per riuscire a soddisfare quel numero di ospiti improvvisi che non voleva deludere, compose il piatto con i pochi ingredienti rimasti in dispensa e approntò un condimento per gli spaghetti, a base di melanzane fritte, salsa di pomodoro fresco, basilico e ricotta secca.
Gli ospiti rimasero così entusiasti di quella creazione da intonare alcuni brani della Norma per lodare il piatto e ringraziare lo stesso oste.

Ma come tutte le leggende, non importa come i fatti si svolsero realmente perchè la realtà ha superato ancora una volta la fantasia, regalandoci un piatto estremamente semplice, realizzato con ingredienti comuni e freschi e divenuto ormai parte della storia gastronomica del nostro Paese, conosciuto in tutto il mondo ed apprezzato moltissimo.
Gli ingredienti, in sostanza, sono essenzialmente tre: melanzane, pomodori freschi e ricotta salata stagionata, preparati in modo canonico seguendo la ricetta originale che vuole la melanzana fritta in abbondante olio evo, a rondelle che poi vengono tagliate in parte a tocchetti.
La salsa deve essere realizzata con i pomodori freschi ricci, fatti saltare in olio evo e spicchio di aglio, a cui alla fine della frittura si aggiungono le melanzane in modo che rilascino parte del loro sapore alla salsa stessa.
Sopra la salsa si versano gli spaghetti che, nel frattempo, si saranno fatti bollire e si amalgama il tutto con una abbondante grattata di ricotta salata stagionata, aggiustando alla fine di sale e di pepe nero e guarnendo il piatto con alcune foglie di basilico fresco.

Le rivisitazioni del piatto sono numerose ed ognuno personalizza gli ingredienti di base secondo le proprie vedute (o visioni, meglio se elucubrazioni gastronomiche).
Quindi aspettatevi ricette di pasta alla Norma con mezze maniche, rigatoni, penne e quanto altro, condite con le melanzane tagliate per lungo o a tocchetti e stufate invece che fritte o infornate o chissà cos’ altro.

Anche io mi sono lasciato andare ad una rivisitazione personale, più per soddisfare una mia curiosità che una vera e propria voglia di stonare questo piatto sacro che è una vera e propria sinfonia musicale, quando è preparato con la ricetta tradizionale ed originaria.
L’idea mi è venuta seguendo una creazione di una carissima amica food blogger – Felicia Basile – a cui vanno i miei ringraziamenti per la disponibilità e la carica di simpatia che solo lei riesce a dare, anche in momenti difficili (e chi non ne passa di questi momenti?)

Ho preparato la Norma con i lumaconi, farciti con gli ingredienti classici e poi passati al forno.
Il risultato è stato decisamente apprezzabile e sono riuscito a mantenere il gusto originario adottando l’accortezza di conservare alcuni tocchetti di melanzana fritta per poi guarnire il piatto, una volta terminata la cottura.

Ingredienti:
Una melanzana violetta di Sicilia (o più a seconda delle persone a tavola);
12 pomodori klausee (varietà costoluta riccia da salsa, molto usata in Sicilia);
aglio, olio evo, sale e pepe nero q. b., ricotta salata caprina secca.
Lumaconi siciliani artigianali da farina di grano duro rossello.

Melanzana violetta di Sicilia

Melanzana violetta di Sicilia

Preparazione:
Dopo aver tagliato la melanzana a rondelle ponete le fette in un recipiente con del sale grosso e copritele con un peso per almeno mezz’ora.
Poi sciacquate e asciugate e tagliate le rondelle a spicchi o tocchetti che farete friggere in abbondante olio evo.
Io ho fritto la melanzana nel wok per sfruttare l’immersione uniforme nell’ olio, dei tocchetti che non devono essere eccessivamente fritti ma risultare appena dorati.
Una volta fritti, fateli scolare bene in un colapasta di acciaio o sopra della carta catramata, quella antica carta gialla che una volta usavano i macellai per impacchettare la carne da asporto.
In una padella a parte versate un filo di olio evo in cui farete soffriggere uno spicchio di aglio in camicia che leverete appena imbiondito.
Versate in padella i pomodori precedentemente lavati e tagliati in quattro e fateli scottare come si conviene per una quindicina di minuti.
Al termine, versateci dentro i tocchetti di melanzane e lasciate andare spadellando per qualche minuto in modo che i sapori si fondano ben bene.

(A questo punto per seguire la ricetta classica, si dovrebbe versare la pasta direttamente sulla padella, ricoprire il tutto con la ricotta grattata, una spolverata di pepe nero, un filo di olio evo e si serve.)

Ho acceso il forno (solo grill) portandolo alla temperatura di 180°.
Nel frattempo ho quindi cotto i lumaconi in abbondante acqua salata, bene al dente anzi leggermente indietro di cottura.
Prendendoli quindi ad uno ad uno con le pinze, senza risciacquarli nell’acqua fredda, li ho sistemati dentro una teglia e con l’aiuto di un cucchiaio li ho farciti con la salsa e le melanzane, aggiungendo qualche taglio leggero di ricotta salata.
Un breve passaggio in forno, fino a quando la ricotta non si comincia a squagliare e il piatto è pronto, rifinito con un filo di olio evo e spolverato leggermente con una grattata di ricotta.

Con questa ricetta partecipo al contest di Ostriche

Contest Melanzane

 

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3 pensieri su “La Norma, sinfonia in cucina

  1. Questi lumaconi alla Norma devono essere così saporiti… mi è venuta l’acquolina in bocca solo a leggere il tuo procedimento! È bellissimo veder valorizzare certe ricette e certi prodotti che sono rappresentativi del nostro paese nel mondo.
    Buona serata
    Giusy

  2. Pingback: Melanzane. I partecipanti al contest | Ostriche

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