Gnocchi di zucca e patate con crema di Taleggio DOP.

La zucca è vecchia come il mondo.
Nata, pare, 80 milioni di anni fa nell’Asia meridionale, si è poi diffusa in tutto il pianeta, arrivando a diversificarsi in quasi 800 specie conosciute.
La famiglia di zucche che fino alla scoperta dell’America si conosceva ed utilizzava in Europa era la Lagenaria, detta anche zucca da vino, usata come contenitore di liquidi anche dopo la scoperta del vetro.
In alcune regioni dell’Africa centrale ancora oggi è usata per contenere il latte di capra o l’acqua.
Dal ‘500 in poi invece, arriva nel vecchio continente una zucca nuova, diversa, polposa e dolce, la Cucurbita, che si diffonde ben presto negli orti di popolo e nobiltà.
Apprezzata per la facilità di coltivazione, resistente alle malattie ed agli attacchi degli insetti, la zucca ha anche una prerogativa assai singolare: ogni sua parte è commestibile, a partire dal fiore e dalle foglie, fino ai semi.
La zucca, ormai apprezzata da tutti e nonostante i tanti detti “chiamala come vuoi che resta sempre una zucca” è stata per secoli fonte di sostentamento per le famiglie di agricoltori.
Ma c’è qualcosa, oltre al suo valore alimentare, che la rende protagonista di fiabe, racconti, quadri, miti, leggende: il suo aspetto, che la trasforma in qualcosa di magico agli occhi di grandi e bambini.
Non esiste, infatti, una sola tipologia di zucca, ma la natura ha donato a questo ortaggio le forme più bizzarre e combinazioni di colori che neanche il miglior pittore saprebbe inventare.
In Italia, per quanto la coltivazione della zucca sia ormai estremamente generalizzata, la parte del leone la tiene la provincia di Mantova considerata, non a caso, zona di produzione di una particolare cultivar selezionata nel tempo che ha saputo affinarsi ed impreziosirsi per delicatezza di sapore e per praticità, la zucca mantovana, appunto, detta anche “cappello del prete” (cucurbita maxima), tipica del territorio mantovano e reggiano ma estesa anche fino a Parma.
Seminata in primavera inoltrata e raccolta all’inizio dell’autunno, con una media non indifferente di circa 50.000 quintali di produzione all’anno, qui la zucca è diventata emblema di una terra in cui le tradizioni, la storia e gli aromi, vivono quotidianamente tra i sapori della sua cucina, le cui radici si perdono tra le abitudini culinarie di un tempo.
Il nome popolare di questa zucca deriva dalla sua caratteristica forma a turbante.
La buccia si presenta grigio-verde con una superficie più o meno costoluta e con dimensioni e peso variabili da 1 a 5 kg.
La polpa, di un colore acceso giallo-arancio, ha una consistenza soda e poco fibrosa mentre il sapore è dolce.
Caratteristiche che la rendono ideale per la preparazione di piatti tradizionali come tortelli, gnocchi e risotti.
E’ proprio di una preparazione di gnocchi che questa ricetta tratta.

Ingredienti:
400 gr di zucca (preferibilmente usare la “mantovana”)
400 gr di patate a pasta gialla (io ho usato la varietà Quarantina a pasta gialla)
200 gr di farina (a voi la scelta del tipo che preferite) di frumento biologico, macinato a pietra (ho usato farine di grano rossello)
4 cucchiai di Parmigiano Reggiano DOP stagionato almeno 24 mesi
2 uova (meglio se proveniente da galline felici)
250 ml di latte crudo(in mancanza va bene anche il latte fresco pastorizzato)
300 g di taleggio DOP
Sale marino dolce di Cervia

Procedimento:
Fare bollire le patate senza aggiungere sale.
Tagliare la zucca a fette (va bene anche a pezzi irregolari) e infornare per 30 minuti in forno preriscaldato a 180° ponendo le fette in una teglia coperta con una carta da forno.
Una volta pronta (deve potersi sfilacciare con i rebbi della forchetta), attendere che si intiepidisca e poi passarla nel passaverdura, in modo da ottenere una purea abbastanza consistente che verserete in una boule adeguata.
Sbucciare le patate che nel frattempo sono state bollite e schiacciarle nello schiacciapatate (va ene anche il passaverdura utilizzato per la zucca).
Unire entrambe le puree e aggiungere il formaggio Parmigiano Reggiano DOP, l’uovo, la farina e creare un compost, salando il tutto con il sale dolce di Cervia.
Lasciare riposare il composto per qualche minuto.
Con l’impasto formare dei lunghi bastoncini e tagliarli a piccoli tocchetti.
A questo punto formare degli gnocchi dando una forma arrotondata con le mani o utilizzando il retro della grattugia (o i rebbi della forchetta) per disegnare gli gnocchi.
Portate a bollore una pentola d’acqua e, appena bolle, salare a piacere e tuffare dentro gli gnocchi uno ad uno.
Per evitare che si attacchino tra di essi, far cadere qualche goccia di olio evo nella pentola.
Quando gli gnocchi risalgono in superficie vuol dire che sono pronti, quindi scolarli con l’aiuto di una schiumarola.
Mentre l’acqua bolle, preparare la crema di taleggio in questo modo: mettere a bagnomaria il latte e il taleggio tagliato a pezzetti, attendere che il taleggio cominci a fondersi e aiutarsi con una frusta per amalgamare bene la crema che si sta formando.

Condire, infine, gli gnocchi con la crema di taleggio ancora calda.

Buon appetito!

Con questa ricetta partecipo al contest “Pastissima” di Chezuppa.it”.

Pastissima

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3 pensieri su “Gnocchi di zucca e patate con crema di Taleggio DOP.

  1. L’autunno è appena arrivato e sono già pronta per fare dei buonissimi gnocchetti di zucca alla crema di taleggio! Il giorno che li farò so già dove scovare la ricetta. Deliziosissima!
    Ciao e buona serata
    Giusy

  2. Pingback: PASTISSIMA in attesa di scoprire i vincitori… | Chezuppa!

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