Tutti al mare !!!

Il mondo della nautica, questa settimana si è accasato a Genova con il suo salone in forma ridotta.

Barche da sogno, barche impossibili, barchette per pochi fortunati, accessori, strumentistica, abbigliamento e incoming.
Insomma, tutto ciò che ruota fuori, intorno e dentro una imbarcazione è esposto in bella mostra di sé con tanto di “atmosfera” e scenografia studiata per esaltare e far risaltare l’oggetto del desiderio, affinchè questo si trasformi in una fantastica realtà per chi lo acquista .

E se si riesce di trasformare questo sogno in realtà, il mare ci aspetta per godere in pieno della vita avventurosa e spensierata che le vacanze in barca sono capaci di donare a tutti noi.

Gite costiere, traversate coast to coast, crociere, regate tra amici e non, tutto pur di vivere momenti indimenticabili a diretto contatto con un elemento naturale come il mare, capace di ospitare miriadi di pesci, molluschi, crostacei, flora subacquea e tramonti al chiaro di luna in dolce compagnia della famiglia o degli amici o anche in solitaria, se si sa apprezzare l’isolamento volontario.

Ma in qualsiasi condizione e situazione ci si rapporti, viene sempre il momento topico dell’appetito da soddisfare.

Certo, se si esce per un bagno al largo o per una battuta di pesca, con rientro a determinati orari che consentono di pranzare o cenare a casa o in qualche caratteristico locale vicino al porticciolo, ci si è limitati a soddisfare solo la parte nautica, ma se si affronta un viaggio più lungo, sia essa navigazione costiera o d’altura, bisogna necessariamente pensare alle provviste alimentari, all’acqua ed al cibo: in poche parole e come si dice in gergo marinaresco, fare cambusa.

Molti pensano che cucinare in barca sia semplice e divertente. Purtroppo non sempre è così.

Gli spazi ristretti, un frigorifero piccolo quando c’è, e la mancanza di luoghi idonei dove conservare i cibi freschi, insieme a cucine spesso prive di forno e con solo 2 o 3 fuochi, impediscono una certa libertà di movimento almeno nelle imbarcazioni più piccole.
Altro discorso per i grandi yachts, dove lo spazio è commisurato al costo dell’imbarcazione e quindi grande dotazione di fuochi, elettrodomestici e cucine spaziose degne di un ristorante stellato.

Innanzi tutto occorre organizzare la cambusa in modo intelligente comprando solo quello che serve per il tempo della crociera.

Evitare, per quanto possibile, di cadere nella tentazione di acquistare patatine, salatini, affettati in quantità eccessiva, dolciumi, ecc. che aumentano la sensazione di sete e non riescono comunque a sfamare nessuno.

Al contrario è importante conoscere i gusti e le eventuali intolleranze alimentari di ogni persona imbarcata, così da escludere le portate che questi non possono mangiare.

Buona norma è stilare un menù giornaliero che farà da guida per la spesa vera e propria cercando di prevedere il consumo degli alimenti deperibili, come carne, verdure, affettati freschi, ecc., nei primi giorni di navigazione soprattutto se non sono previste soste nei porti.

Le verdure e la frutta possono essere tenute fuori dal piccolo frigo di bordo, avendo l’accortezza di inserire i prodotti in reticelle appese in luoghi aerati e non a contatto con fonti di calore (sembrerà strano ma anche in barca esistono le fonti di calore).

In frigo è opportuno mettere solo cibi altamente deperibili e qualche bottiglia di vino bianco.

Prima di ogni uscita in barca, sia essa di poche ore o per navigazione costiera e d’altura, è fondamentale dedicare molta attenzione ai prodotti da acquistare per la cambusa.

Per una navigazione costiera, oltre alla normale scorta di acqua minerale in bottiglie di pet o in taniche, sarebbe comunque opportuno rifornirsi di prodotti freschi come frutta e insalate o ortaggi che si mantengano per alcuni giorni anche fuori dal frigorifero.

L’accortezza sarà di posizionare questi prodotti non già in frigorifero ma in reticelle a maglie larghe, appese in un angolo del quadrato vicino a qualche oblò aperto (o della cucina per le imbarcazioni più grandi) e lontane da fonti di calore.

Tra i prodotti orticoli a medio-lunga conservazione, non dovrebbero mai mancare le patate, le carote, l’aglio e le cipolle che, da sole, sono in grado di aiutarci a comporre piatti veloci e appetitosi.

Per la frutta, decisamente di stagione e possibilmente proveniente da agricoltura biologica, vale lo stesso tipo di conservazione con le uniche eccezioni di frutta delicata (fragole, more, lamponi) per le quali sarebbe meglio la conservazione in frigorifero ed un consumo veloce.

Per il resto della frutta, da privilegiare le mele e l’ananas sia per la loro maggiore conservazione rispetto alle pere o alle pesche, sia per la possibilità di stivaggio anche all’interno dei piccoli stipetti.

Le banane possono anche essere appese ma hanno la caratteristica di maturare velocemente, quindi l’acquisto sarebbe opportuno se si prevede una crociera breve.

Utile avere a bordo alcuni aromi freschi o essiccati naturalmente come rosmarino, salvia, nepetella, coriandolo, origano, maggiorana e timo. Volendo, e se le dimensioni dell’imbarcazione lo consentono, è possibile acquistare direttamente le piantine in vaso e coltivarle normalmente avendo però cura di innaffiarle con un spruzzino sulle foglie in modo da liberarle dalla salsedine che, inevitabilmente, si deposita.

Il resto dei prodotti dipende tutto dalla scelta personale ma attenzione: carne e pesce sono facilmente deperibili quindi il loro acquisto dovrebbe avvenire se si prevede di raggiungere qualche località per lo sbarco a terra, nel giro di un paio di giorni al massimo.

I formaggi sono altrettanto delicati se tenuti fuori dal frigo, quindi anche qua la scelta dovrebbe considerare formaggi stagionati piuttosto che quelli cremosi.

Immancabile a bordo, come in qualsiasi cucina, l’olio e l’aceto, preferibilmente in bottiglie da 50 cl più pratiche da stivare e da manipolare.

Per chi ama la cucina naturale, lo scatolame andrebbe evitato ma va da sé che riveste una parte importante degli approvvigionamenti sia per soddisfare eventuali necessità pratiche, sia perché anche con lo scatolame è sempre possibile preparare spuntini veloci e appetitosi.

Per il secco esiste solo la limitazione dello spazio a bordo. La pasta ed il riso non creano particolari problemi di stivaggio ma è fondamentale ricordarsi che si è in un ambiente molto umido e che le caratteristiche di conservazione segnate in etichetta, qua non sono applicabili. Meglio, comunque, inserire le confezioni di pasta e di riso, sopra tutto se aperti, all’interno di appositi sacchetti impermeabili ed a chiusura ermetica o stagna.

Lo stesso vale per lo zucchero, le confetture, il sale ed i biscotti o le fette biscottate o altre alternative al pane che, se proprio lo si vuole acquistare, dovrà essere di tipo casereccio, possibilmente integrale e in forme abbastanza grandi.

In sostanza è fondamentale conoscere la durata della navigazione, le località che si intende toccare ed il numero dei passeggeri a bordo, in modo da riuscire ad acquistare le derrate necessarie e sufficienti per tutti, senza inutili sprechi.

Sta adesso a voi imparare l’arte della cucina a bordo; con pazienza e fantasia scoprirete pian piano che il tutto non è poi cosi difficile, basta solo applicarsi.

Codadirospo

INGREDIENTI
500 g di coda di rospo
1 cipolla media bionda
1 patata media
2 cucchiaio di olio extravergine di oliva
400 g di pomodorini freschi (se nel periodo invernale usate quelli in scatola con succo di pomodoro
Sale q. b.
Zucchero (una presa)
Capperi
Origano
10 olive nere

PREPARAZIONE
Pulite la coda di rospo rimuovendo la pelle (solitamente viene venduta già senza testa) e tagliando le pinne. Sciacquatela sotto l’acqua corrente ed affettatela a tranci spessi 3-4 centimetri.
Toglierete, quindi, la spina centrale tagliandola via dalla polpa ed ottenendo così due pezzi da ogni trancio.
Pulite la cipolla e la patata e tagliatele a spicchi non troppo piccoli che verserete in una padella con un po’ di olio evo già in temperatura.
Lasciate andare a fuoco basso per far cuocere senza bruciare .
A questo punto unite i pomodorini, aggiustate con un pizzico di sale, una piccola presa di zucchero, una manciata di origano secco, i capperi precedentemente lavati e dissalati e le olive nere.
Mescolare accuratamente e far cuocere per 3-4 minuti a fiamma media.
Unite i pezzetti di coda di rospo e fateli cuocere 2-3 minuti per lato.
Abbassate la fiamma, coprite e lasciate cuocere per 10 minuti a padella coperta.
Trascorso il tempo indicato scoperchiare, cuocete per altri 5 minuti per far rapprendere il sughetto e servite con un filo d’olio a crudo e alcune fette di buon pane casereccio.

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