Gelarancia, l’altro modo di consumare il biondo frutto.

Chi vive in una grande città del nord o del centro e partecipa alla vita di un gruppo di acquisto solidale, conosce molto bene la qualità delle arance siciliane e/o calabresi che acquista direttamente dai produttori in confezioni di cartone o in cassette.

Certamente il peso e la quantità degli agrumi è abbastanza elevato per via dei costi di trasporto che possono essere contenuti solo con carichi da tir.

Si parla di pesi che arrivano vicini al quintale per piccole spedizioni, fino ad arrivare ad oltre 700 cassette da kg. 15 circa se trasportate con il tir.

Naturalmente è impensabile che una famiglia tipo possa consumare queste enormi quantità di arance, ma l’idea di base del GAS Gruppo di Acquisto Solidale) è proprio di acquistare insieme per suddividere poi tra componenti, a seconda delle necessità.

Eppure la quantità è comunque elevata per cui ad un certo punto è necessario smaltire il più presto possibile tali frutti succosi anche per evitare marcescenze o deperimenti, considerato il fatto che i frutti provengono per la maggior parte da aziende biologiche o che usano metodi di coltivazione che non prevedono assolutamente l’uso di paraffine o conservanti chimici.

Quindi spremute a gogò e marmellate sono decisamente adatte ad un consumo abbastanza rapido e che inorgoglisce ed aumenta l’autostima.

In questo modo ho consumato una intera cassetta delle due che avevo acquistato!

Ma avendo ancora in casa circa 7 kg di arance ed approssimandosi ormai la successiva consegna, mi sono messo a spremere (rigorosamente con la spremiagrumi manuale) il più possibile, desistendo solo quando il polso era ormai così intorpidito da non sentire più il tatto.

Una idea di uso diversa si imponeva e ricordandomi di aver letto in qualche blog di amici alcuni impieghi del succo di arancia, sono andato a cercare qualche cosa ma, come sempre succede, la mamma mi è venuta incontro suggerendomi un dessert che lei usava spesso proporre ai parenti in visita, nelle fredde giornate di inverno in campagna.

La mamma è sempre la mamma!

Lei sostiene che il gelo si può realizzare anche con i limoni o con le clementine ed io non dubito che abbia perfettamente ragione. Proverò anche queste varianti.

Il gelo di succo di arancia, quindi, ha preso terreno prima in testa e poi a tavola.

Gelo1

Ingredienti:
1 lt di succo di arancia (ho usato le navel ma riproporrò la ricetta anche con i tarocchi che sono pigmentati di rosso)
250 ml di latte intero ( io uso il latte crudo ma si può usare anche lo scremato)
120 gr di amido di mais (maizena)
150 gr di zucchero di canna grezzo
2 bastoncini di cannella (se usate la cannella in polvere, basta 1 cucchiaino da caffè)
granella di pistacchio di Bronte o granella di mandorle di Avola tostate.

Preparazione:
Dopo aver spremuto le arance per ricavarne il succo (il numero di arance varia a seconda del loro calibro e contenuto in succo) filtratelo e versatelo in una casseruola di acciaio abbastanza capiente.
Aggiungete il latte, lo zucchero, l’amido di mais e la cannella polverizzata al mortaio (o la cannella in polvere) e amalgamate bene con una frusta o con un cucchiaio di legno.

Ponete la casseruola sui fornelli a fuoco basso sempre rimestando fino alla bollitura.

Fate bollire per un paio di minuti o fino a quando la crema non acquista una consistenza gelatinosa.

A questo punto togliete dal fuoco e versate la gelatina in uno stampo o nelle pirottine in ceramica per i souffle, coprendo il tutto con un panno umido e lasciando raffreddare a temperatura ambiente.

Poi mettere in frigo per almeno 3 ore.

Servire cospargendo sopra la granella di pistacchi o la granella di mandorle tostate e guarnire con fettine di arancia caramellata e cioccolata in gocce o chicchi di caffè.

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